Lui è Bansky, lo street artist misterioso che manipola gli elementi della cultura di massa e ne fa messaggi potentissimi in grado di sensibilizzare il pubblico, utilizzando la tecnica dello stencil e usando un’estetica immediatamente comprensibile.

Controversa, satirica, sovversiva è la sua arte. Combina perfettamente un certo black humor a momenti di sensibilità altissima che fanno commuovere. Irriverenza e provocazione sono il comune denominatore delle sue opere. I messaggi sono solitamente contro la guerra e prendono di mira il capitalismo. I soggetti sono ricorsivi, spesso infatti nei suoi graffiti si trovano topi, scimmie, poliziotti, soldati, bambini e anziani.

Banksy è riuscito a diffondere la propria idea di arte apparendo su strade, muri e ponti delle grandi città: da Gaza a Londra, passando per New York e Parigi. 

Dal 3 fino al 21 dicembre, 180 opere del più iconico artista contemporaneo saranno in esposizione ad Agrigento. La mostra è promossa e organizzata dalla Fondazione Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 in collaborazione con Banksy Modeste Collection. L’esposizione è accolta in uno spazio non convenzionale: i locali recuperati della Camera di Commercio, e l’ingresso è libero, seguendo la linea di Banksy che vuole l’arte accessibile a tutti.

In esposizione anche lo zerbino con la scritta “Welcome” ritagliata dalle strisce dei giubbotti di salvataggio dei migranti. Il piccolo tappeto, che è stato incorniciato, vuole ricordare che i Paesi occidentali si puliscono i piedi calpestando alcune importanti questioni. Perché l’obiettivo dichiarato dell’esposizione è quello di creare un’occasione di riflessione sulle contraddizioni del nostro tempo e promuovere un cambiamento sociale radicale: a partire proprio dai migranti che cercano di salvarsi attraversando il mare, tema portante di questa mostra.

Tra gli altri, anche lo scatto per una campagna GreenPeace contro la deforestazione, bloccato dalla Disney e mai pubblicato: i Tre re Magi che passano un controllo di sicurezza.

La Banksy Modeste Collection è per la prima volta in Italia, ad Agrigento Capitale Italiana della Cultura, dopo aver toccato 17 città francesi, accolto 370 mila visitatori e ottenuto quasi 400 mila euro da donare a progetti associativi.

“Siamo orgogliosi di ospitare ad Agrigento una mostra che non è solo un evento culturale, ma un’occasione di crescita civile – afferma Renato Schifani, Presidente della Regione Siciliana –.  La Banksy Modeste Collection porta nella nostra Regione un messaggio potente, capace di parlare ai giovani e agli adulti, invitando tutti a riflettere sul mondo che vogliamo costruire. È un’iniziativa che conferma il ruolo centrale della cultura come strumento di dialogo, consapevolezza e cambiamento”.

Il concept del progetto del collettivo francese si fonda sulla capacità unica dell’arte di Banksy di parlare direttamente alle coscienze, ogni sua opera è un invito a interrogarsi sulle ingiustizie, sulle disuguaglianze e sui paradossi della società contemporanea. Le sue immagini, spesso provocatorie, sono un richiamo all’azione, un modo per abbattere barriere e confrontarsi con le nostre contraddizioni. 

LA BANKSY MODESTE COLLECTION

Le opere provengono da una collezione privata acquistata nel 2020 dalla Banksy Modeste Collection, arricchita poi con altri acquisti che fanno eco al lavoro più recente di Banksy: attingendo alla mostra “Cut and Run” tenuta a Glasgow nel 2024, oppure comprando fotografie, serigrafie o oggetti da privati. La collezione è oggi composta da più di 250 pezzi, e circa 200 opere originali sono presenti ad Agrigento. Ogni pezzo è accompagnato da una didascalia esplicativa (data, luogo, contesto in cui è apparso) per una comprensione approfondita del lavoro dell’artista. 

“Banksy Modeste Collection è un progetto sociale ed etico, perché parla alla gente e trae linfa dal luogo: non è una mostra che completa il suo percorso nelle date in cui è programmata, ma riesce a sviluppare un modello di dialogo con il territorio”, spiega Giuseppe Parello, direttore generale della Fondazione.

 “È un onore, come Capitale italiana della Cultura, accogliere questa mostra al suo debutto in Italia; un progetto che coinvolge le nostre associazioni, e racconta meglio di chiunque altro, la storia di una città da sempre simbolo di accoglienza”, sottolinea Francesco Miccichè, sindaco di Agrigento. Ingiustizia, consumismo, esilio, solidarietà, libertà, uguaglianza, solidarietà, giustizia sociale, antimilitarismo: Banksy è tutto questo, la sua critica feroce, improvvisa e dirompente non ha bisogno di codici o decodifica. La mostra, dunque, non si limita a celebrare un artista: invita ciascuno a riflettere, a impegnarsi e ad agire. Divisa in sezioni, ma seguendo un unico filo narrativo, analizza le diverse campagne e uscite dell’artista: così le immagini poi diventate iconiche della scimmia (il potere) e il ratto (il popolo), la famosa bambina col palloncino antimilitarista, si sistemano sui muri accanto agli stencil sulla Palestina e le campagne sul The Walled Off Hotel di Betlemme, la grande mostra Banksy vs Bristol Museum in cui l’artista interpretò, alla sua maniera, le opere della collezione permanente (300 mila visitatori in 12 settimane, senza alcuna pubblicità).

“Ogni opera di Banksy invita alla riflessione: le sue immagini, poetiche e provocatorie allo stesso tempo, interrogano le contraddizioni della società – dice Maria Teresa Cucinotta, Presidente di Agrigento 2025 -.  Questo progetto, che ha fatto parte del dossier di candidatura sin dal primo giorno, rappresenta l’occasione straordinaria per Agrigento e la sua comunità di potersi confrontare con le opere e il messaggio di un artista unico nel panorama internazionale”.

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