È conclusa a Milano l’edizione 2026 del Fuorisalone.
Con più di 1.300 eventi complessivi in città, l’edizione 2026 ha registrato un’affluenza di oltre 500 mila visitatori, consolidando il ruolo di Milano come piattaforma di incontro, aggiornamento e sviluppo di nuove opportunità.
La Milano Design Week, inoltre, ha generato un indotto pari a 255 milioni di euro, con una crescita del +14,7% rispetto al 2025.
Il Brera Design District si conferma punto di riferimento della manifestazione. Al Distretto di Brera si affiancano le zone di Tortona, Durini, 5VIE, Isola e Porta Venezia, insieme a destinazioni indipendenti come Alcova, MoscaPartners Variations, Convey, le installazioni diffuse tra architetture inedite, palazzi storici, cortili e spazi temporanei.

Oltre i contenuti proposti da brand e designer, i veri protagonisti del Fuorisalone si confermano i luoghi: palazzi storici, architetture iconiche e spazi solitamente inaccessibili che, durante la Design Week, si aprono al pubblico trasformandosi in scenari di progetto. Chiesa del Carmine, Chiostri di San Simpliciano, Mediateca di Santa Teresa, Orto Botanico, Palazzina Appiani, Palazzo Citterio, Palazzo Clerici, Palazzo Confalonieri, Palazzo Crivelli e Piccolo Teatro Studio Melato sono tra i principali luoghi coinvolti. Il racconto si estende poi all’intera città, includendo luoghi eterogenei e spesso inediti. Cresce anche il ruolo delle residenze private e degli appartamenti, sempre più centrali nella narrazione del progetto contemporaneo. Emerge così una geografia urbana sempre più articolata, in cui il Fuorisalone attiva e connette luoghi diversi per trasformare la città in una piattaforma diffusa di sperimentazione.

Con la chiusura della Milano Design Week è terminata anche la quinta edizione del Fuorisalone Award, riconoscimento che ha premiato i contenuti e gli allestimenti più significativi. L’obiettivo del premio è quello di promuovere installazioni distintive, contenuti, progetti, attività di interesse sia per il pubblico (Fuorisalone Award), sia per la community internazionale (Menzioni Speciali), per un totale di 6 progetti premiati. Ooooh, that’s EpiQ! – Škoda Auto (Palazzo Senato – Via Senato 10) è stata l’installazione votata dal pubblico sul sito Fuorisalone.it. Le menzioni speciali sono 5: Menzione Speciale “Essere progetto” a Prototype Island – DesignSingapore Council (Foro Buonaparte 54), Menzione Sustainabilty & Research Re: Programming Wood a Material circulation though data and machines (Dropcity / Tunnel 58, Via Sammartini), Menzione Technology & Innovation a NikeAir_Lab by Nike x Dropcity(NikeAir_Lab w/ Dropcity, Via Sammartini), Menzione Engagement & Interaction a Jil Sander e Apartamento – Reference Library (Jil Sander Showroom, Via Beltrami 5) e Menzione Speciale Media Partners a When Apricots Blossom by Uzbekistan Art and Culture Development Foundation (Palazzo Citterio, Via Brera 12).

Dai grandi brand alle iniziative indipendenti, i progetti diffusi nei distretti della città sono stati un invito a ripensare il design come un processo aperto e in continua evoluzione. Più che oggetti finiti, le esposizioni hanno messo in scena percorsi, pratiche di ricerca, sperimentazione e trasformazione, in cui il progetto prende forma attraverso il dialogo tra persone, materiali, tecnologie e contesti. Installazioni immersive, ambienti reattivi hanno reso visibile ciò che solitamente resta invisibile: il metodo, il tempo, l’errore e l’adattamento. In questo senso, l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti non sono state solo strumenti, ma parte di un processo progettuale capace di apprendere e modificarsi. Dalle ricerche sulla sostenibilità alle nuove visioni dell’abitare, dalla sperimentazione sui materiali alle contaminazioni tra fisico e digitale, l’edizione 2026 ha restituito un’idea di design come processo relazionale e dinamico, in cui il valore non risiede nel risultato finale, ma nella traiettoria che lo genera: un insieme di tentativi, connessioni e trasformazioni che ridefiniscono continuamente il rapporto tra individuo, tecnologia e ambiente.
Simone Lucci