“I figli non sono solo di chi ci mischia dentro il corredo genetico. I figli sono di chi se ne prende cura, di chi scova un ultimo granello di energia per loro, la sera, dopo una giornata infernale. I figli sono di chi, senza pensarci troppo su e senza una garanzia, si innamora di loro, anche se hanno gli zigomi di un’altra persona”.

L’anno in cui imparai a leggere è l’ultimo libro di Marco Marsullo. Pubblicato il 22 ottobre 2019 da Einaudi nella collana Stile Libero Big, il romanzo è narrato in prima persona dal venticinquenne Niccolò, uno scrittore che ha da poco pubblicato il suo primo libro ma si trova adesso a corto di idee. Il racconto è diviso per stagioni e si snoda nel corso di un anno.

Quando Niccolò incrocia per caso gli occhi verdi di Simona, di cui s’innamora immediatamente, ancora non sa che la sua vita è destinata a cambiare per sempre. Perché Simona ha un figlio di quattro anni, Lorenzo, “un ammasso di ossa sottili, poca carne e tanti pensieri” che non vuole saperne di accettare la sua improvvisa presenza e non fa nulla per nasconderlo, ostinandosi a chiamarlo “brutto” e a scacciarlo dal letto.

Dopo pochi mesi, Simona decide di partire per inseguire il sogno tanto a lungo taciuto per il bene del figlio: diventare un’attrice. E così Niccolò resta da solo con quel bambino che non gli riconosce un ruolo, e all’insolito e recalcitrante duo si aggiunge presto Andrés, il padre di Lorenzo: un musicista argentino pieno di tatuaggi, casinista, svogliato e con “un carattere da rompergli un piatto di porcellana in piena faccia”.

Ed ecco che Niccolò si ritrova catapultato in un mondo fatto di partite di pallone, ovetti Kinder, amichetti che inscenano il proprio suicidio e YouTubers che si fanno lanciare come palle da biliardo contro le cose: e durante quel lungo anno che “los tres” trascorrono insieme, Niccolò impara sulla propria pelle che non esiste amore più disarmante di quello per un bambino, e che si può trovare una famiglia anche nei posti più impensati. Una famiglia un po’ bizzarra, forse, ma non per questo meno straordinaria.

L’anno in cui imparai a leggere si può considerare, sotto tutti gli aspetti, una favola rivisitata in chiave contemporanea. Lo stile è leggero ma mai banale, e l’autore alterna con sapienza momenti comici, che strappano una risata a voce alta, a riflessioni profonde che lasciano in gola un sapore dolceamaro. È uno di quei rari libri di cui non si vorrebbe mai raggiungere la fine: Marco Marsullo ci regala 277 pagine di Niccolò, Lorenzo e Andrés, troppo poche, e che scorrono troppo velocemente. E quando giungono all’inevitabile conclusione, ci accompagna per mano verso un epilogo già annunciato, facendoci piangere e sorridere tra le lacrime.

Perché in fondo chiunque legga questo libro riesce a immaginare quei tre “ragazzi” soli e feriti che, piombati all’improvviso gli uni nelle vite degli altri, hanno dovuto imparare a coesistere. Sono veri, vivi, sembra quasi di poterli toccare o di poterli vedere, mentre si fanno scudo l’uno con l’altro dopo essere stati abbandonati dalla donna che tutti e tre amavano. Lo puoi sentire, dice Niccolò, “quel tlac che fa il cuore quando ti unisci a qualcuno che, sai benissimo, non dimenticherai mai”. Ed è questo il regalo più grande del libro: tre personaggi indimenticabili, ciascuno dolorosamente imperfetto, umano fino al midollo, e soprattutto capace di un “amore sbriciolato”, che messo insieme, forma “un puzzle dai pezzi spaiati” e “con gli angoli rotti” dall’immagine meravigliosa.

Marco Marsullo è nato nel 1985 a Napoli, dove insegna scrittura creativa in una scuola elementare. Per Einaudi Stile Libero Big ha pubblicato altri quattro titoli: Atletico Minaccia Football Club (2013), L’audace colpo dei quattro di Radio Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache (2014); I miei genitori non hanno figli (2015) e Due come loro (2015).

Eugenia Dal Bello

RIPRODUZIONE RISERVATA