Nell’incantevole Borgo umbro di Città di Castello si è svolta la cerimonia di premiazione della XIX edizione del Premio Castello.
Il 18 ottobre 2025, il Teatro degli Illuminati ha ospitato oltre 30 scrittori provenienti da ogni regione d’Italia e anche dall’estero. Ideatore del Premio è Antonio Vella, editore di LuoghInteriori e anche presidente della Associazione Culturale Tracciati Virtuali. “Parlando di piccoli e medi editori, è difficile fare oggi questo mestiere in Italia. È come sfidare la forza di gravità. Antonio Vella a questo arduo lavoro ha aggiunto anche il Premio, con l’impegno che richiede, e questo la dice lunga sulla passione che ci mette”, ha sottolineato Alessandro Masi, Presidente di giuria.
Per la sezione saggistica, il primo premio è stato consegnato da Marino Bartoletti a Salvatore Di Bartolo per Eretici. Dal virus al clima, dal linguaggio al sesso, la lotta alle eresie al tempo della correttezza politica. Di Bartolo si è laureato in Economia all’Università di Messina ed è docente in alcuni istituti di istruzione superiore. È analista politico-economico su testate giornalistiche e autore di numerosi saggi.
Per la sezione narrativa, il primo premio è stato assegnato da Osvaldo Bevilacqua ad Anna D’Avino per il suo testo Agatella. La scrittrice è di origine campana e vive a Torgiano (PG). Dopo una lunga carriera come docente di Lingua e letteratura inglese in un liceo scientifico di Perugia, è attualmente in pensione. Coltiva la passione per la pittura, ama viaggiare e collabora con un noto settimanale femminile scrivendo novelle e romanzi. Ha pubblicato romanzi e racconti.
Per la sezione poesia, il primo premio è andato a Manuel Canelles, premiato dal Presidente di giuria Alessandro Masi.
Alla cerimonia, per la giuria erano presenti, appunto, il presidente Alessandro Masi, Segretario Generale della Società Dante Alighieri, il giornalista e conduttore di programmi Rai Osvaldo Bevilacqua, il giornalista e scrittore Marino Bartoletti, Paolo Conti editorialista del Corriere della Sera, Benedetta Rinaldi giornalista e conduttrice Rai, il docente dalla LUISS Luciano Monti, il Presidente della Federazione delle Associazioni e Club per l’Unesco Mauro Macale, la giornalista Clementina Speranza, direttrice di EMME22, che ha premiato la seconda classificata nella sezione poesia, Ilenia Sara Perra per la sua opera Padre Natura.

“Una giuria di così alto spessore come quella del Premio Castello non ha eguali in Italia, ed è su queste fondamenta solidissime che la manifestazione deve proiettarsi nel futuro con grandi ambizioni, per diventare presto uno dei grandi appuntamenti culturali del Paese”, ha sottolineato il Presidente Masi.
Nel corso dell’evento ci sono stati diversi momenti e pensieri dedicati ad Alessandro Quasimodo che ha diretto la giuria dalla prima edizione del 2007 fino al 2024. “Vorrei che lui continuasse a restare con noi, anche dedicando una sezione particolare per Quasimodo. E abbiamo intenzione di portare il Premio sulla scena internazionale, e ce la faremo perché alla base c’è la sostanza e c’è anche la forma – ha precisato Alessandro Masi -. È stata infatti cambiata la parte grafica, adesso un nuovo logo stilizzato rappresenta il premio e cambia il nome: Premio Castello. Ma non cambieremo la giuria perché è molto qualificata. Con la speranza che Quasimodo, anche adesso che non è più tra noi, possa continuare a divertirsi e vedere i frutti di un lavoro che per 19 anni ininterrottamente ha portato avanti”.
L’attore Mario Cei si è poi esibito in un recital poetico dedicato alla figura di Alessandro Quasimodo, figlio di Salvatore Quasimodo grande poeta e Premio Nobel.
Altro momento particolarmente significativo è stato rappresentato dalla consegna di un Premio speciale alla Repubblica di San Marino per lo straordinario impegno civile messo in atto nel corso del secondo conflitto mondiale del 900, quando la Repubblica si è distinta nell’opera di salvataggio di migliaia di persone destinate alla deportazione nei campi di concentramento nazisti. Episodi dettagliatamente raccontati dalla studiosa Patrizia Di Luca nel saggio Lo sfollamento nella Repubblica di San Marino durante la Seconda guerra mondiale. Storia e memorie di solidarietà.
A ritirare il riconoscimento, un’opera preziosa realizzata dalla Bottega Artigiana Tifernate di Francesca e Stefano Lazzari, è stato il Segretario di Stato al Territorio della Repubblica del Titano Matteo Ciacci, e a consegnarlo è stato il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello Alessandro Leveque.

Ospite d’onore della cerimonia è stato il prof. Mario Giro, viceministro degli Esteri dal 2013 al 2018, che ha insegnato Storia delle relazioni internazionali all’Università per Stranieri di Perugia e attualmente collabora con i periodici “Limes” e “Il Mulino” ed è editorialista del quotidiano “Il domani”. Membro della Comunità di Sant’Egidio, soprattutto per le aree dell’Africa subsahariana di cui è un profondo conoscitore e assiduo frequentatore, Mario Giro è autore di diversi saggi sui conflitti che insanguinano quei paesi e ha rivolto il suo sguardo di analista sulle guerre centroafricane. A lui è stato assegnato un premio speciale della giuria per il saggio Trame di guerre e intrecci di pace. Il presente tra pandemia e deglobalizzazione.
Il Premio Castello si è aperto con i saluti istituzionali del Sindaco di Città di Castello Luca Secondi, dell’Assessora alla cultura Michela Botteghi, dal Vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori, dal Senatore Walter Verini, e dal Direttore della Fondazione Hallgarten-Franchetti Fabrizio Boldrini, che hanno sottolineato quanto l’appuntamento annuale sia ormai un’eccellenza regionale e nazionale, e quanto movimento culturale, letterario ma anche sociale ci sia intorno a questa manifestazione.
Infatti, tra le sezioni speciali riveste un’importanza particolare quella riservata alle recluse e ai reclusi di tutti i penitenziari italiani dal titolo “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”. Un’iniziativa unica in Italia, dall’alto valore sia civile che sociale, realizzata in collaborazione con il Dipartimento della Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia e con la Società Dante Alighieri, una delle più prestigiose istituzioni culturali del nostro Paese. Nella giuria di questa sezione collaborano, tra gli altri, la Sen. Giulia Bongiorno e il Sen. Walter Verini. Il Vicepresidente della Regione Umbria Tommaso Bori ha incentrato il suo intervento proprio su questo aspetto, sulla grande importanza di questo progetto culturale che punta a dedicare molte delle sue attività alle categorie più svantaggiate della nostra popolazione per creare occasioni di vero e proprio riscatto personale.

La serata si è conclusa con un inaspettato saluto da parte della giuria:
“È stato un regalo alla giuria, al Premio. Ma come scrittori anche ai vostri lettori e vi ringraziamo per questo e per l’arte che ci avete regalato”, Benedetta Rinaldi.
“Complimenti a voi perché se finora c’è la sala piena, il merito è vostro. Un ringraziamento particolare va ad Antonio Vella e per il lavoro svolto finora, a tutta la giuria capitanata da Alessandro Masi”, Mauro Macale
“È un’esperienza straordinaria, l’ho detto in varie circostanze, Masi ha detto bene, sono in tanti che lamentano la quantità di premi letterari, ma questo ho una particolarità: si parla di inediti… Questo premio ha una generosità intellettuale, di curiosità culturale”, Paolo Conti.
“L’ultimo ha il privilegio di chiedere un applauso per chi ha condotto così bene la serata e per i bellissimi volti che abbiamo di fronte a noi, che trasmettono fiducia, speranza, cultura… Ho sentito usare tante metafore per questo premio, ho sentito parlare di poesia come manufatto e di Quasimodo come operaio dei sogni. Ho cercato dentro di me una definizione pertinente per questo premio al quale partecipo come giurato da 6 anni con grande orgoglio. Credo sia un Premio che si rifà all’artigianato culturale, perché vedo tanto amore artigianale per questa manifestazione. Sarà che sono figlio di artigiani, e quando qualcuno parla di artigianalità è il più bel complimento che possa farmi, perché un buon artigiano come un buono scrittore deve usare la testa, le mani e il cuore. La classifica Istat mi dà ancora 8 anni e mezzo di vita. Io vi assicuro che, siano 8 anni e mezzo o no, se Antonio vorrà sarò sempre su questo podio, sempre su questo palco. Sempre al fianco di quest’uomo di cui questa città e questo Paese dovrebbero andare orgogliosi: Antonio Vella”, Marino Bartoletti
“Per me è un momento di consuntivo: primo premio da presidente, primo anno senza Alessandro, e tanti ricordi. Mi hanno ispirato le parole che ho ascoltato prima da Marino che ha parlato di artigianato, ma quello che più mi piacerebbe venisse fuori è che insieme a voi Città di Castello diventi laboratorio delle parole. Mi auguro che, insieme ad Alessandro Quasimodo che ho sentito vicino questa sera, Città di Castello possa continuare a essere non soltanto un punto di riferimento della narrativa, della saggistica, della poesia, ma anche un grande Festival della parola, non perdendo quell’umanità che fa parte dell’artigianalità. Per me è un onore aver collaborato con i colleghi della giuria, e insieme ad Antonio Vella e a tutto il suo staff”, Alessandro Masi
“Desidero ringraziare e complimentarmi con Antonio Vella e la sua squadra per l’egregio lavoro svolto anche quest’anno. Intendo sottolineare come in Italia ci siano tanti talenti, anche nel mondo della scrittura, e che dobbiamo tenere alto il valore del Made in Italy”, Clementina Speranza.
E poi c’è il saluto di Osvaldo Bevilacqua che dedica ringraziamenti e applausi alla giuria, alla famiglia Vella, al conduttore Renato Borrelli, alle forze dell’ordine presenti in sala e al pubblico. E che simpaticamente augura una serata serena e piacevolmente variabile.
guarda il video riassuntivo dell’evento:
https://www.instagram.com/reel/DQE6bn9DHrA/?igsh=MW9laWhwd3BtcG9vZg==