“Un futuro migliore parte da un’infanzia, se non felice come tutti i bambini meriterebbero, almeno serena e formativa, della quale la famiglia e la scuola sono il centro – aveva dichiarato Giorgio Armani –. Ho ripensato alla mia infanzia, a quanto mia mamma ci abbia protetti e sostenuti, e per questo ho voluto dedicare a lei una iniziativa per me piena di significato, attraverso la quale mi auguro di poter avere un impatto concreto e positivo sulla vita di tanti bambini e delle loro famiglie”.

La madre Maria, infatti, gli ha trasmesso la sensibilità e l’attenzione nei confronti dei più fragili.

Mariù era il diminutivo della madre Maria Raimondi e che Giorgio Armani ricordava ogni volta che ripensava alla sua infanzia. È proprio all’infanzia che lo stilista, prima della morte, ha voluto dedicare un progetto internazionale per garantire il diritto all’istruzione ai bambini in Africa, America meridionale e Sud-Est Asiatico. “Casa Mariù comprenderà una serie di interventi mirati e concreti, che includeranno contributi per la retribuzione del personale educativo, la fornitura di attrezzature didattiche e del materiale scolastico e tutto ciò che risulterà necessario per assicurare ai bambini e alle loro famiglie un ambiente accogliente e strumenti adeguati alla crescita e all’apprendimento”, annuncia l’azienda.

A un mese dalla scomparsa di Giorgio Armani, l’azienda annuncia il progetto Mariù per l’istruzione nei Paesi poveri in collaborazione con Caritas Ambrosiana.

Armani voleva presentare l’iniziativa in occasione della sfilata per i cinquant’anni della maison. Ora è compito degli eredi far diventare realtà quello che per lui rappresentava l’ideale coronamento di una carriera costellata di successi: restituire tutta la fortuna e il bene ricevuto.

La maison annuncia il progetto Casa Mariù per l’istruzione nei Paesi poveri sviluppato in collaborazione con Caritas Ambrosiana, e con I missionari del Pime e l’operazione Mato Grosso che sono stati coinvolti nei sei stati in cui l’iniziativa è attiva per aiutare i più piccoli. A Mouda, in Camerun, il progetto accoglie e cura i neonati orfani o abbandonati nell’asilo nido locale gestito dal Pime e garantirà a circa sessanta bambini dagli zero ai tre anni assistenza sanitaria e nutrizionale. Personale specializzato, farmaci, fisioterapia e borse di studio verranno, invece, destinati ai minori disabili del Centro San Giuseppe di Chiang Rai, in Thailandia, mentre in Bangladesh, a Suihari, Casa Mariù permetterà di completare la ristrutturazione dei locali dove studiano e alloggiano 160 bambini ospiti e altri 25 con patologie. L’iniziativa aiuterà anche le scuole Caritas e per i più poveri nelle Filippine, in Nicaragua e quelle aperte da Operazione Mato Grosso nelle zone meno sviluppate del Perù, tra le quali, la baraccopoli di Nuevo Chimbote. “Istruire ed educare sono obiettivi primari della nostra azione – afferma Luciano Gualzetti, ideatore e coordinatore del progetto per Caritas –. E siamo onorati che questa impostazione sia stata condivisa in modo generoso anche da Armani”.

Simone Lucci