MILANO FASHION WEEK WOMEN’S COLLECTION: APPUNTAMENTO DIGITALE

MILANO FASHION WEEK WOMEN’S COLLECTION: APPUNTAMENTO DIGITALE

Il ricco calendario della Milano Moda Donna dimostra l’immensa voglia da parte delle maison e degli operatori di raccontare al mondo la qualità, lo stile e la maestria artigiana italiana (e non solo) attraverso le sfilate, la rete e il digitale.

“Sono molto felice di vedere anche per questa Fashion Week la partecipazione di molti nostri soci e la presenza di nuovi brand, a sottolineare l’importanza e la valenza della settimana della moda di Milano sia pure in un momento così difficile per la nostra industria”, dichiara Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI).

In programma dal 23 febbraio al 1° marzo, la Milano Fashion Week Women’s Collection Autunno-Inverno 2021/2022 annovera 68 sfilate, 65 presentazioni e 7 eventi per un totale di 140 appuntamenti che hanno come temi chiave: l’inclusione, la diversità, la formazione, la sostenibilità, la narrazione, la digitalizzazione e il sostegno ai giovani talenti.

Le sfilate, le presentazioni dei brand, le stanze tematiche dedicate ai vari progetti e gli showroom virtuali si possono seguire sulla piattaforma digitale della Camera Nazionale della Moda Italiana (milanofashionweek.cameramodait).

Per la prima volta sono presenti nel calendario sfilate: Brunello Cucinelli, Alessandro dell’Acqua x Elena Mirò, Del Core, We are Made in Italy, Onitsuka Tiger, Fabio Quaranta, Pierre-Louis Mascia, Maxivive, Dima Leu, Münn, Budapest Select, Alessandro Vigilante, Giuseppe Buccinnà e CHB.

Moorer, Gonçalo Peixoto, Alabama Muse, Bacon, Push Button for Fila Korea, Peserico, Yatay, Canadian, OOF Wear, REVENANT RV NT, AC9, Des Phemmes e Nervi sono, invece, le new entry inserite nel calendario presentazioni, mentre ACT N°1 e Marco Rambaldi sono i due marchi supportati dal Camera Moda Fashion Trust.

“L’edizione 2021/2022 della Milano Fashion Week testimonia ancora una volta un approccio di grande flessibilità, che ha spinto tutti gli attori dell’industria della moda a sperimentare nuovi linguaggi espressivi e a cercare modi alternativi per promuovere e distribuire le grandi creazioni che contribuiscono a rendere la settimana della moda unica nel panorama internazionale – afferma Capasa –. Sono argomenti centrali: sostenibilità ambientale e sociale, formazione e sostegno ai brand emergenti, narrazione, e chiaramente, digitalizzazione. Un tema che però voglio sottolineare è l’attenzione all’artigianato, che ha più che mai bisogno di grande sostegno. In questo senso va l’accordo con Confartigianato Imprese, al nostro fianco nella costruzione di una fashion week che racconta di una filiera unica al mondo e mai così coesa”.

Infatti, sulla piattaforma digitale è valorizzata la narrazione, attraverso un progetto che per la prima volta coinvolge l’artigianato italiano, con una stanza dedicata.  L’iniziativa, curata da Sara Sozzani Maino (Deputy Editor in Chief Vogue Italia & Head of Vogue Talents e International Brand Ambassador Camera Nazionale della Moda Italiana), è realizzata in collaborazione con Confartigianato Imprese, e vede protagonista il talento di 5 artigiani: Duccio Mazzanti, Alberto Bevilacqua, Vivian Saskia Wittmer, Marina Rizzini e Anna Tosi. Il progetto si è avvalso della collaborazione della Fondazione Cologni dei Mestieri D’Arte che si impegna a salvare le attività artigianali d’eccellenza dalla minaccia di scomparsa.

WE ARE MADE IN ITALY – The Fab Five Bridge Builders, sviluppato dal gruppo di lavoro di Camera Nazionale della Moda Italiana Black Lives Matter in Italian Fashion, invece, è il progetto curato da Stella Jean, Edward Buchanan, Michelle Francine Ngonmo focalizzato a celebrare i valori dell’inclusione e della multiculturalità e ha l’obiettivo di mettere in risalto il talento di cinque POC (people of color) talent che hanno a disposizione, per le loro performance creative, la piattaforma digitale e una straordinaria visibilità.

L’impegno di CNMI al sostegno dei talenti emergenti si riafferma attraverso il rinnovo della collaborazione con La Rinascente, inaugurata lo scorso settembre, a sostegno dei giovani brand del made in Italy. Nello storico edificio di Piazza Duomo, a Milano, è allestito un pop-up store per offrire un supporto reale e commerciale, oltre che mediatico, ad alcuni dei nomi più promettenti del panorama della moda nazionale, tra cui Marco Rambaldi, Fantabody, Vitelli, Gentile Catone, Themoirè, Drome, Simona Marziali – Mrz, Melampo, Sara Battaglia, Giannico e Greta Boldini.

Il progetto Designer for The Planet, alla sua seconda stagione, accoglie sei brand emergenti del Made in Italy, impegnati sul tema della sostenibilità. “A un anno esatto dall’inizio della pandemia, l’intero mondo del fashion sta sperimentando nuovi modi di mostrarsi, raccontarsi e proporsi grazie a nuovi linguaggi comunicativi ma soprattutto a innovative modalità produttive, sempre più attente al riuso dei materiali e al riciclo, in un’ottica di circolarità e sostenibilità complessiva che va dal filato al prodotto finito – spiega Cristina Tajani, l’Assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Moda e Design –. Come amministrazione siamo sempre al fianco di Camera Moda e di tutte le aziende che fanno innovazione, perché la moda è l’intero comparto del fashion sono e rimangono soprattutto ricerca nei materiali, nelle forme e nei linguaggi”.

Ritorna anche Budapest Select. Grazie alla collaborazione tra CNMI e Hungarian Fashion & Design Agency, per la quinta volta, 7 brand ungheresi parteciperanno alla Milano Fashion Week, con una sfilata digitale, che verrà trasmessa il 26 febbraio alle 11:00 nel calendario del Live-Stream, mentre avranno la possibilità di mostrare i loro look in passerella i brand Abodi, Cukovy, Elysian, Kata Szegedi, MERO, THEFOUR, ZIA Budapest.

Un’altra novità è l’evento dedicato alla valorizzazione delle eccellenze formative italiane, protagonista di quest’edizione è la scuola fiorentina Polimoda, con cui CNMI ha siglato un accordo di collaborazione istituzionale. La prestigiosa scuola presenta un Fashion Movie ambientato a Firenze dal titolo Human Poetics. Un percorso creativo verso un nuovo Rinascimento, che vede protagonisti 20 giovani fashion designer in altrettante suggestive location.

Inoltre a testimonianza dell’importanza per CNMI di coinvolgere sempre più i buyer nelle attività a supporto dei giovani designer, sono organizzati degli incontri virtuali tra i designer e una selezione di operatori provenienti da diverse aree geografiche.

Gli appuntamenti della Milano Fashion Week Women’s Collection sono amplificati in tutto il mondo, coprendo così in contemporanea tutte le time-zones, grazie ai partner internazionali: Kommersant Publishing House per la Russia; Tencent Video, per la Cina continentale (escluse Hong Kong, Macao e Taiwan) e The Asahi Shimbun, per il Giappone. Mentre, l’OOH streaming partner italiano, Urban Vision, li diffonderà attraverso maxischermi posizionati in punti strategici delle città (Milano: Piazza San Babila; Roma: Via Condotti/Largo Goldoni; New York: Times Square). È inoltre possibile visualizzare su YouTube i contenuti della fashion week in playback attraverso il canale video Fashion Channel.

Simone Lucci

Ph Giorgio Marcias

OBIETTIVO: NEUTRALIZZARE I VIRUS, 4 RISPOSTE CONCRETE

OBIETTIVO: NEUTRALIZZARE I VIRUS, 4 RISPOSTE CONCRETE

ANEMOTECH: UN TESSUTO

TheBreath®  è il primo tessuto in grado di assorbire le polveri sottili nocive presenti nell’aria e disaggregarle, reintroducendo in circolo aria pulita, per garantire un ambiente sano e sicuro.

Da oggi, nella nuova rivoluzionaria versione certificata ISO 18184:2019, questo tessuto svolge anche un’attività antivirus neutralizzando in 2 ore fino al 98,75% della carica virale.

La sua membrana esterna filtrante è infatti costituita al 100% da fibra di poliestere modificata con molecole attivate per l’abbattimento al contatto di batteri, muffe e virus. Il rivestimento esterno effettua un primo grado di filtrazione sulle polveri, e la parte interna al carbone attivo agisce sulle micro molecole inquinanti.

theBreath® è un’innovativa fibra multistrato, formata da tre sottili layers che lavorano in sinergia in un circolo virtuoso: due strati esterni in materiale idrorepellente con proprietà antivirali, battericide, antimuffa e anti-odore, traspiranti e stampabili, e uno intermedio costituito da una cartuccia in fibra carbonica adsorbente in grado di attrarre, trattenere e disgregare le molecole inquinanti e i cattivi odori presenti nell’aria.

Una soluzione rivoluzionaria per mezzi di trasporto pubblici e privati, scuole, negozi, centri commerciali e uffici, workspace, ambulanze, ambienti ospedalieri e luoghi ad alta densità di frequentazione.

Nasce da Anemotech, PMI innovativa Made in Italy.

CERTIFICAZIONI E TEST

Gli studi sull’efficacia di theBreath®, riferisce Anemotech, sono stati sviluppati in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche Dipartimento SIMAU e hanno superato diversi test sulla performance del prodotto, ottenendo importanti certificazioni.

Oltre alla già citata certificazione ISO 18184:2019 per la sua attività antivirale garantita fino al 98,75%, il tessuto ha superato anche i test:

ISO 16000-9 per la determinazione del flusso specifico per superficie di emissione di composti organici volatili (COV) da prodotti da costruzione di nuova produzione o prodotti di finitura in condizioni climatiche definite; UNI 11247 per la determinazione dell’indice di abbattimento fotocatalitico degli ossidi di azoto in aria da parte di materiali inorganici; ANSI/AHAMAC-1-2002 per misurare le prestazioni dei purificatori d’aria per uso domestico.

 

SEAS: UNA CABINA DI SANIFICAZIONE

SEAS è la società ingegneristica svizzera di ricerca e sviluppo che propone e garantisce un sistema di controllo e sanificazione per ridurre i rischi di contagio da Coronavirus.

L’azienda presenta SANYLIFE SEAS per la prevenzione e il contrasto ai patogeni, tra cui il Covid-19, adatto per un uso civile e industriale, sia da esterno che da interno.

Le cabine modulari e i tunnel retrattili sono personalizzabili in termini di dimensioni, configurazione e ciclo di sanificazione. Possono essere utilizzati in diversi contesti e per svariati utilizzi: dagli ospedali per la sanificazione del personale e dell’abbigliamento, ai luoghi con grandi flussi di persone come supermercati, centri commerciali, hotel. 

Nella prima fase, il software è in grado di filtrare gli accessi tramite il riconoscimento facciale, la misurazione della temperatura corporea e il controllo dell’uso della mascherina, inviando un segnale acustico e un avviso pop-up, e interrompendo il processo di sanificazione in corso, qualora la persona in ingresso avesse una temperatura corporea eccedente rispetto ai requisiti richiesti e/o non indossasse la mascherina.

Nella seconda sezione, sulla persona in accesso viene nebulizzato un liquido sanificante antivirale certificato, e nello stesso tempo a ciclo continuo l’aria viene tenuta asettica dal sistema UV-C ad alta pressione antivirale.

Nel passaggio della persona avverrà:

  • completa sanificazione di: suole scarpe, ruote passeggini, ruote carrelli spesa, etc.
  • completa sanificazione degli indumenti per la parte a contatto con l’esterno.

L’azienda assicura che non vi è nessuna criticità o pericolo per il viso poiché questo non è direttamente colpito dal processo di nebulizzazione e dalla decontaminazione a ciclo continuo dell’aria.

 

BABAK MONAZZAMI: UN NUOVO TIPO DI MASCHERINA

Una mascherina in plastica e silicone bene aderente al volto consentirebbe di isolarci e annientare i virus. Questa mascherina prevede un piccolissimo serbatoio contenente alcool e olio di lavanda, o semplicemente propoli.

La propoli, prodotta dalle api, è la sostanza resinosa che riveste gli alveari e li protegge dagli agenti esterni: muffe, funghi, batteri. Oltre a essere un antibatterico è anche un antivirale che agisce su molti ceppi di virus, come quelli di influenza, raffreddore e herpes. 

Lolio di lavanda è dotato di numerose proprietà e trova largo impiego nell’ambito dell’aromaterapia, dove è rinomato per le sue proprietà calmanti e rilassanti. Diversi studi hanno confermato che l’olio essenziale di lavanda possiede una discreta attività antibatterica e un’interessante attività antifungina.

I filtri di questa maschera fanno passare l’aria solo verso una direzione (a senso unico). In caso di ingresso in direzione opposta si chiudono.

La mascherina ha 2 filtri e nasce dall’idea di Babak Monazzami esperto di terapie naturali e (TIM) Medicina Tradizionale Persiana. Ne ha disegnato il prototipo e attualmente cerca finanziatori per il lancio sul mercato.

 

SIGNIFY: UNA LAMPADA

Signify (Euronext: LIGHT) ha ideato una lampada da tavolo per neutralizzare la presenza di virus e batteri all’interno della propria abitazione. Si chiama UV-C ed è a marchio Philips.

L’azienda garantisce la neutralizzazione di virus, batteri, muffe e spore.

Il tempo per disinfettare una singola stanza varia a seconda delle dimensioni e del tipo di superficie o di oggetti presenti al suo interno. Ad esempio, un soggiorno di medie dimensioni richiede circa 45 minuti  di  esposizione alla luce UV-C, mentre una camera da letto ne richiede 30, e un bagno circa 15.1

La lampada presenta un pannello di controllo intuitivo e l’integrazione di comandi vocali. Poiché l’esposizione ai raggi UV-C può essere dannosa per gli occhi e la pelle, l’assistente vocale, prima di avviare il ciclo di disinfezione, chiede agli utenti di abbandonare la stanza. Un’ulteriore protezione è offerta dalla presenza di sensori integrati che, nel caso venisse rilevato un qualsiasi movimento, provvederanno a spegnere immediatamente la lampada.

Tutti i batteri e i virus testati fino a oggi rispondono positivamente alla disinfezione UV-C..“Mentre il mondo si sta adattando alle sfide e alla ‘nuova normalità’ dell’era Covid-19, noi di Signify ci sentiamo in dovere di contribuire alla crescente necessità di sanificare oggetti e superfici da parte delle persone. Da qui nasce la lampada da tavolo Philips per la disinfezione UV-C. Questo innovativo dispositivo, dotato disorgenti luminose UV-C Philips, consente di neutralizzare diversi tipi di virus (incluso il SARS-CoV-2, virus responsabile del Covid-192) e batteri3  per contribuire a mantenere le proprie abitazioni al sicuro da microorganismi dannosi”, afferma Rowena Lee, Division Leader Digital Products di Signify. Nei test di laboratorio le sorgenti di luce UV-C hanno ridotto, in appena 9 secondi, la carica virale del SARS-CoV-2 (virus responsabile del Covid-19)  presente su una superficie, a livelli inferiori a quelli rilevabili.

DISPONIBILITÀ

La lampada da tavolo Philips UV-C per la disinfezione è disponibile in Italia dal 25 gennaio 2021 (in esclusiva Amazon solo per i primi due mesi, fino al 27 Marzo).

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 1 Riferimenti di calcolo: soggiorno di 28 m2 con una portata di 3m, camera da letto di 20 m2 con portata di 2,5m, bagno di 13 m2 con 2 m di portata. L’efficacia della disinfezione varia a seconda del tempo di disinfezione, della distanza e del tipo di superficie e/o oggetto. Per approfondimenti si rimanda al manuale e/o alla pagina web.

2 Nei test di laboratorio le sorgenti di luce UV-C di Signify hanno ridotto la carica virale del virus SARS-CoV-2 presente su una superficie, a livelli inferiori a quelli rilevabili, in soli 9 secondi (Storm et al., 2020). Durante questo test è stata applicata un’esposizione a un’irradiazione UV-C di 0,849 mW/cm2 per la durata di 9 secondi, risultando quindi in una dose di UV-C di 7,64 mJ/cm2. La validità dei nostri prodotti per la disinfezione delle superfici tramite raggi UV-C (dotati delle nostre sorgenti luminose UV-C) è garantita a patto che si raggiunga la medesima quantità di raggi UV-C su ciascuna area della superficie irradiata.

3 La lampada da tavolo Philips per la disinfezione UV-C di Philips utilizza la tecnologia UV-C grazie alla sua comprovata efficacia nel neutralizzare virus e batteri. Per ulteriori approfondimenti è disponibile la seguente lettura: Malayeri et al., Fluence (UV Dose) Required to Achieve Incremental Log Inactivation of Bacteria, Protozoa, Viruses and Algae, 2016.

 

WHITE MILANO TORNA DIGITALE E A SOSTENERE IL MADE IN ITALY

WHITE MILANO TORNA DIGITALE E A SOSTENERE IL MADE IN ITALY

“Noi operatori del mondo fieristico abbiamo in primis il dovere di pensare al bene comune delle nostre aziende italiane e star loro accanto in questo difficile momento. Pertanto ho pensato di avviare una serie di partnership e progetti editoriali per far meglio conoscere le realtà delle PMI (piccole e medie imprese) che da anni rappresentiamo e promuoviamo a WHITE, per la maggior parte sconosciute al grande pubblico dei consumatori. In molti casi sono piccole aziende made in Italy distribuite in modo selettivo e attente alla qualità dei materiali e delle lavorazioni. Loro più di altre sono state colpite negli ultimi anni, e stiamo progettando una serie di iniziative per aiutarle a raggiungere il consumatore finale. Un supporto concreto per queste piccole e medie realtà, fiore all’occhiello del saper fare italiano”. Questo quanto afferma Massimiliano Bizzi, fondatore di WHITE.

WHITE, piattaforma di lancio delle PMI, è prevista in versione digitale dal 25 al 28 febbraio durante la Milano Fashion Week. La fiera dell’artigianato della moda svilupperà nei prossimi mesi, a partire da Aprile 2021 fino a Settembre 2021, una serie di progetti per raccontare, presentare e promuovere circa 150 brand sul WHITE B2B Marketplace.

Ma le novità non finiscono qui. “L’obiettivo che ci poniamo da parecchie stagioni, attraverso gli investimenti nei nostri progetti dedicati e attraverso la loro comunicazione a 360 gradi, è di sensibilizzare ulteriormente i compratori attraverso i loro stessi clienti a un acquisto responsabile, che contribuisca al sostegno delle PMI, della nostra economia e all’aumento della domanda di prodotti derivanti dal Made in Italy – precisa Brenda Bellei Bizzi, CEO di White -. Vogliamo sviluppare una maggiore coscienza verso un consumo consapevole, supportando i buyer che investono nell’acquisto di prodotti di artigianato evoluto, che promuovono anche filiere sostenibili e con un ottimo rapporto qualità/prezzo. La ripartenza della nostra economia deve avvenire portando alla luce prodotti e progetti non standardizzati, ma di grandissima qualità che, siamo certi, hanno tutte le caratteristiche per approdare nei migliori negozi internazionali”.

Tramite una serie di collaborazioni tra mondo editoriale e retail si vuole creare una narrazione sulle piccole e medie imprese che coinvolga canali digitali e magazine cartacei per far conoscere al pubblico queste aziende spesso poco note ai buyer e ai media. Si tratta di un panorama che ha bisogno di essere valorizzato e comunicato con un linguaggio moderno e accessibile per raccontare brand di qualità, giusto prezzo e design che convive con ricerca, sperimentazione e, a volte, sostenibilità.

WHITE nasce nel 2000, da un’idea di Massimiliano Bizzi, come sezione all’interno di MOMI (Moda Milano) che cambia il format fieristico esistente con un innovativo concept e layout espositivo. Da un primo nucleo di 19 espositori, oggi WHITE presenta circa 1500 brand all’anno; e nel 2002 diventa un format indipendente e si trasferisce a Superstudio Più in zona Tortona, a Milano. La fiera si allarga poi alle location di Tortona 13 e del Magna Pars, e prende vita il format WHITE Design, un progetto dove il pubblico di visitatori della manifestazione ha la possibilità di acquistare a prezzi democratici gli arredi della fiera ideati con materiali di recupero.

La fiera scopre e lancia talenti creativi come: Uma Wang e Stella Jean. Nel 2012, WHITE sbarca a New York con 50 marchi, e un anno dopo si aggiunge la sede di Tortona 35 Hotel Nhow. L’edizione di settembre 2018 ha inaugurato la collaborazione tra WHITE e Vogue Italia per il progetto #Shareable, la speciale formula di comunicazione potenziata offline e online attraverso il salone curata dalla special Unit di content curation della redazione di Vogue Italia. Tramite il programma #Shareable, i brand selezionati (Fiorucci, Fila, Liviana Conti, TPN per Lotto e Closed) godono di una formula di potenziamento della visibilità che mette in sinergia la cura visual dello spazio all’interno del salone con la produzione di contenuti foto e video appealing diffusi sulle piattaforme social di White e Vogue Italia.

Simone Lucci

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IL BEL PAESE RACCONTATO DALLA DESIGNER ROBERTA REDAELLI

IL BEL PAESE RACCONTATO DALLA DESIGNER ROBERTA REDAELLI

Dire “Bel Paese” è come dire Italia. Il clima mite, i paesaggi naturali e la cultura sono gli elementi che hanno contribuito a definire la penisola con il poetico appellativo. Dante e Petrarca sono stati probabilmente i primi a utilizzare quest’espressione nelle loro opere. E oggi la storia, l’arte e i giardini italiani sono le fonti d’ispirazione della collezione autunno/inverno firmata ECLèCKTICA by Roberta Redaelli.

La stilista ci proietta in una dimensione incantata dove coloratissimi uccellini realizzati con la tecnica artigianale della scagliola (modalità di intarsio che alla fine del cinquecento primi anni del seicento nacque per “imitare” marmi e pietre dure con una mescolanza dello stesso gesso, unito con colle naturali e pigmenti colorati) si incontrano con i camei e le piantine settecentesche dei fori imperiali romani, in un’esplosione di gigantesche rose simbolo dei giardini all’italiana, un modello internazionale di garden design senza tempo.Dalle stampe dei tessuti, infatti, sembra di percepire il profumo fragrante dei fiori e di vedere le mille sfaccettature delle iconiche pietre fiorentine in un viaggio nel tempo della tradizione italiana.

Rosa, panna, nuance della terra e squarci pittorici di blu lapislazzuli sono i toni delicati che valorizzano i capi dai morbidi drappeggi in seta e i jacquard maschili che sottolineano la silhouette della donna in un perfetto matrimonio tra maschile e femminile.

Grazie ad anni di ricerca e sperimentazione è stata sviluppata, anche, una soluzione innovativa per la lavorazione della maglia. Il processo DINAMI-TECS consente di ottenere capi strutturati che presentano l’indeformabilità nella sagoma e le linee proprie di un tessuto a navetta, e conservano le caratteristiche di estendibilità, elasticità e confort tipiche della maglia. L’utilizzo di nuove tecnologie favorisce la stampa, su DINAMI-TECS, di particolari disegni multi cromatici che rendono il capo stampato inedito per la resa dei colori e i dettagli delle stampe. La maglia brevettata del brand è il punto di partenza per una novità: le giacche coordinate uomo-donna della nuova linea R4R che la stilista Roberta Redaelli ha creato insieme al nipote Riccardo.

Villa Visconti Borromeo Litta di Lainate è lo sfondo della campagna pubblicitaria realizzata da Guido Taroni. La villa costruita a fine ’500, con il suo magico ninfeo ricco di suggestivi giochi d’acqua e scorci mozzafiato, rappresenta un massimo esempio dell’architettura neoclassica; adatta per valorizzare gli abiti nati dal lavoro artigianale del nostro Bel Paese.

Simone Lucci

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Nel 1988, dopo un’esperienza come designer tessile, Roberta Redaelli decide di fondare il suo brand per dar vita alla sua personale visione della moda. Una moda creata per interpretare le diverse espressioni dell’essere donna.

Da subito è forte l’attenzione per i mercati esteri e per le suggestioni di culture lontane, così inizia la sua avventura cosmopolita che la porta a spostarsi dall’Europa all’Asia e alle atmosfere sognanti del Medio Oriente.

La stilista investe le sue energie per creare una moda di nicchia, dedicata a una clientela molto esigente. Le sue clienti sono sia esponenti di spicco dell’imprenditoria europea, del mondo politico, diplomatico internazionale, sia giovani donne alla costante ricerca di capi di qualità e glamour in grado di esaltarne lo stile unico e inimitabile. Questa esperienza ha portato il brand a porsi come emblema di qualità e ricerca nel solco della tradizione Made in Italy.


Credits:

Foto: Guido Taroni  

Location: Villa Litta Lainate 

Mua e hair: Oksana Solomentseva

Foto giacca di coppia e uomo: Yvonne Vionnet  

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LE SNEAKER CON L’OCCHIELLO VERDE SONO A IMPATTO ZERO® E SOSTENGONO L’AMBIENTE

LE SNEAKER CON L’OCCHIELLO VERDE SONO A IMPATTO ZERO® E SOSTENGONO L’AMBIENTE

Riciclo ed ecosostenibilità sono parole entrate nel vocabolario della moda che si traducono nell’utilizzo di abiti e accessori totalmente green. Grandi firme hanno creato collezioni impiegando materiali biologici e riciclabili. In passerella si possono ammirare outfit che hanno l’obiettivo di ridurre energia e uso di materie prime. La sostenibilità ambientale è un concetto importantissimo anche per Gianni Dalla Mora, titolare dell’azienda calzaturiera WOMSH, nata nel 2014.

“I miei genitori possedevano negozi di scarpe e io ho sempre lavorato in questo settore – racconta Dalla Mora –. Sono un fanatico delle calzature e così ho realizzato sneaker a Impatto Zero® in collaborazione con LifeGate, quindi prodotte con energia derivante da fonti sostenibili. Un progetto a cui ha aderito anche la rockstar Vasco Rossi per la realizzazione del tour ‘Buoni o Cattivi’ nel 2004”. Impatto Zero® è un progetto che calcola, riduce e compensa le emissioni di anidride carbonica (CO2) generate dalla fabbricazione, l’impiego e i consumi dei principali elementi e risorse, la spedizione del prodotto e lo smaltimento a fine vita. “L’idea è nata in seguito alla lettura di un libro di Marco Roveda, presidente di LifeGate – spiega Dalla Mora –. Un romanzo ricco di speranza dove si mostra come fare economia rispettando l’ambiente”.

Per ogni collezione realizzata, l’impresa contribuisce alla creazione di nuove aree boschive in Italia, Costa Rica, Madagascar, Bolivia, Panama e alla salvaguardia delle aree verdi già presenti. Womsh prende parte anche a Foreste in Piedi, un progetto sempre di Lifegate che tutela 560 ettari di foresta amazzonica in Brasile. L’obiettivo finale è di prevenire e combattere deforestazione, incendi, caccia illegale e altri crimini ambientali.

Etica e sostenibilità sono una priorità per Womsh e coinvolgono tutti, dai consumatori ai fornitori. Questo è il motivo per cui il packaging è plastic free, realizzato in cartone riciclato e rivestito da carta Crush: una carta prodotta sostituendo fino al 15% la cellulosa con gli scarti della lavorazione del mais. L’involucro è creato dall’impresa italiana Favini che condivide i valori riguardo all’ambiente e al concetto di economia circolare.

“WOMSH è un’impresa con un livello qualitativo e un design elevato – dichiara Gianni Dalla Mora –. La società ha lo scopo di creare un prodotto che coniughi lo stile italiano e la sostenibilità ambientale”. Le scarpe sono fabbricate totalmente in Italia, a Stra, in provincia di Venezia, nel distretto calzaturiero della Riviera del Brenta. “Per me il Made in Italy è molto importante sia per etica, sia per ambizione personale – precisa con orgoglio –. Made in Italy significa buon gusto, buona capacità manifatturiera e attenzione ai dettagli”.

Le calzature WOMSH originali si identificano tramite un occhiello verde posto sulla tomaia. Sette sono le linee nella collezione donna: Bask, Concept, Kingston, Snik che si distinguono per la silhouette essenziale; poi ci sono Wave, e un modello più chunky, Runny; la nuova arrivata è Futura, ultima proposta della scorsa stagione.

Tutte interpretano le tendenze moda del momento, e il bianco è sempre il filo conduttore e il tratto distintivo. Sei sono, invece, le linee per la collezione maschile. Hector, Kingston e Snik hanno profili minimalisti, mentre Wave e Futura hanno un profilo più importante e over.

“La vera novità è la linea femminile di boots impermeabili adatti per le giornate di pioggia, per uno styling contemporaneo e rock, in pelle Vegan Appleskin – precisa Dalla Mora –. Apple skin è un materiale fatto col 50% di scarti essiccati dalla lavorazione industriale delle mele e col restante 50% di poliuretano. Il nuovo materiale è stato realizzato da FrumatLeather, un’azienda italiana che ha vinto nel 2018 il Premio Technology and Innovation al Green Carpet Fashion Awards”.

La linea Vegan coinvolge anche i modelli Futura, Wave, Runny donna e uomo, e si caratterizza per l’impiego nella tomaia, nei lacci e nelle etichette di un tessuto ricavato dal PET postconsumo, cioè dalle bottiglie di plastica riciclate. Viene, inoltre, sfruttato solo cotone riciclato, meno impattante sul suolo, per le fodere interne e per le shopping bag.

“Il brand si rivolge a ogni uomo, donna, ragazzo che si senta giovane mentalmente e nello spirito – precisa l’imprenditore –. Un target dallo spirito attento, curioso, viaggiatore, urban, istruito; una persona, insomma, che vuole comprare con consapevolezza”. Le scarpe possono essere acquistate sul sito internet o presso alcuni punti vendita.

Le WOMSH nascono come scarpe passaparola: World Of Mouth Shoes significa questo. Il cliente che compra le scarpe sul sito diventa promoter e può diffondere il suo codice invito per far acquistare le sneaker anche ad amici.

Le calzature usurate possono essere riciclate. “L’azienda incoraggia i clienti a restituire le vecchie paia in cambio un buono di 10€ per un acquisto successivo – informa Dalla Mora –. Il recupero viene svolto dall’impresa Esosport, società di Opera, che riutilizza la tomaia delle scarpe per la realizzazione di tappeti per palestre e imbottiture di palloni”. Con la suola si produce invece un agglomerato di gomma usato per pavimenti anti trauma e ad assorbimento d’impatti. Pavimentazioni atossiche e resistenti alla corrosione di oli, acqua e luce, sono utilizzate per i parchi giochi: “I Giardini di Betty”, presenti a Milano, Opera, a Firenze e a Roma. “Un’iniziativa nata in onore di Betty Salvioni Meletiou, moglie del Managing Director di ESO Nicolas Meletiou – chiarisce il dirigente –. Un progetto a cui il titolare di Esosport tiene in modo particolare, in quanto i coniugi,entrambi maratoneti, cercavano una soluzione per riciclare le sneaker consumate dopo le gare”.

L’azienda è nata con l’idea di esportare le calzature all’estero. “Sono state attivate due agenzie nel centro nord Europa, dove vi è maggiore sensibilità per i temi ambientali – spiega l’imprenditore –. Il mercato estero è un po’ la salvezza delle imprese. Lo scopo aziendale è di inserirsi nel mercato a 360°”.

Come afferma Gianni Dalla Mora, “WOMSH non nasce con lo scopo di cambiare il mondo. Il suo fine è migliorarlo e sporcarlo di meno, sperando di sottolineare l’importanza della sostenibilità ambientale e promuovendo la diffusione di sistemi di riduzione di COin tutti gli ambiti lavorativi”.

Simone Lucci

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